Axon fermo da 2 ore, in ascolto da 15 ore

Costruisco software parlandoci dal telefono.

Il grafo del codice di Axon, com'è adesso: 182 file, 17 decisioni, 1 vincolo. 202 nodi collegati da 711 archi.

Axon è un programma sempre acceso che ricorda i miei progetti: i file, le decisioni prese, gli errori da non ripetere. Gli scrivo cosa serve, prepara il contesto, fa scrivere il codice a un agente e controlla che funzioni.

Adesso segue 21 progetti, 5 toccati negli ultimi sette giorni, e ricorda 322 decisioni e 1 vincolo fra tutti. Ogni numero su questa pagina arriva da lui.

Ogni assistente riparte da zero. Gli rispieghi il progetto, indovina il resto, e quello che avete capito insieme sparisce quando chiudi la finestra.

Axon si ricorda. E quando ha finito non dice “fatto”: dice se ha funzionato, perché lo ha provato.

Sa quali file contano per il lavoro di adesso e cosa è già stato deciso. Il lavoro continua anche quando chiudo il telefono: al ritorno trovo il risultato, la verifica e quello che nel frattempo ha imparato.

Come funziona

1

Scrivo cosa serve

In italiano, da una chat sul telefono. Nessun terminale e nessuna sessione da tenere aperta: se chiudo l'app, il lavoro continua senza di me.

2

Axon prepara il contesto

Dal grafo tira fuori i file che contano per quel lavoro, i vincoli che valgono lì e le decisioni già prese. Parte da quello che la conversazione ha appena toccato, perché una frase da sola non contiene nomi di file.

3

Un agente scrive il codice, e viene controllato

Poi girano i controlli, tipi e test. Se falliscono riprova con l'errore in mano, invece di dichiarare vittoria.

4

Quello che ha imparato torna nel grafo

Decisioni, vincoli scoperti, errori da non ripetere. Non in un file di appunti: collegati ai file a cui si riferiscono, i punti rosa del disegno qui sopra.

Il giro dopo parte da lì. È un anello, non una catena: ogni lavoro finito rende il successivo un po' meno cieco.